“La Villa Imperiale perde l’ultimo pezzo dell’Arco Muto.
La Città marinara annega.
Tacere durante i giorni della catastrofe è stato un obbligo, riflettere ora è un dovere.
Gli eventi meteorologici sono stati eccezionali, ma un’altra realtà è evidente: questa nuova amministrazione non ha dimostrato di avere una strategia concreta per affrontare e prevenire il rischio idrogeologico.
L’emergenza idrogeologica ha radici lontane? Sì, ma nulla giustifica l’immobilismo di oggi.
Un’attenta analisi della storia urbanistica di Anzio evidenzia come già prima del 2005 il nostro territorio fosse vittima del consumo di suolo.
Il Piano Regolatore è anche strumento politico così lo si usa a fasi alterne: lo si umilia nei momenti drammatici come quello che stiamo vivendo, salvo poi esaltarlo quando consente di rivendicare meriti per la previsione di nuove opere pubbliche, come il parcheggio della scuola Collodi che però era già previsto dal piano Cervellati, attraverso la cessione di aree a uso pubblico a fronte di nuove edificazioni.
Il problema più grave resta un altro: la totale assenza di una programmazione strutturata per la gestione del rischio idrogeologico.
Aver ottenuto, qualche anno fa, un contributo di 5 milioni di euro dal Ministero dell’Interno per la regimentazione delle acque meteoriche
non voleva essere una soluzione definitiva ai problemi della città, ma dimostrava che anche quando le casse comunali non dispongono delle risorse necessarie, un’amministrazione attenta può e deve intercettare i finanziamenti messi a disposizione da Ministeri e Regione.
Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: Anzio non aveva bisogno di spendere 80.000 euro all’anno per curare l’immagine del Sindaco. Aveva bisogno di consulenti capaci di costruire una vera cabina di regia per intercettare finanziamenti e trasformarli in opere concrete.
Un investimento che, attraverso le risorse ottenute, avrebbe potuto ripagarsi ampiamente da solo.
Oggi, dalla maggioranza, ci fanno sapere che questa amministrazione avrebbe realizzato in due anni più interventi di manutenzione sulle acque bianche che nei precedenti 25 anni.
Alle dichiarazioni siamo abituati, pensavamo che, davanti a una catastrofe, ci fosse almeno il rispetto per i cittadini e un minimo di senso di responsabilità.
Non basta pubblicare gli allarmi della Protezione Civile se poi non seguono interventi straordinari e tempestivi per gestire l’emergenza.
Non basta annunciare tavoli tecnici e collaborazioni con le università se, nel frattempo, non si compie nemmeno un atto concreto per salvaguardare la Villa Imperiale.
Anzio è ferma e i cittadini pagano il prezzo di questa immobilità.
La politica ha una regola semplice: amministrare significa assumersi responsabilità e dare risposte. Quando i problemi diventano più grandi delle capacità di chi governa, bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro e restituire la parola ai cittadini.
Anzio merita una classe dirigente all’altezza delle sue emergenze. Merita programmazione, competenza e interventi concreti, non annunci e propaganda.
Un ringraziamento sincero a tutti gli operatori, ai volontari e alle persone di buona volontà che, con le mani e i piedi nel fango, si sono impegnati per affrontare l’emergenza e aiutare migliaia di cittadini e centinaia di attività commerciali.
A loro va la nostra gratitudine.
Ai cittadini, inoltre, dobbiamo risposte, prevenzione e una prospettiva diversa per il futuro della nostra città.
ANZIO HA BISOGNO DI FATTI. ADESSO”.
- Lista Turano per Anzio



