Ci sono storie che nascono quasi in silenzio, tra i primi allenamenti, i sacrifici e la voglia di migliorarsi ogni giorno. Quella di Francesco, Martina e Matteo è una di queste.
Tutti e tre iniziano a praticare sport fin da bambini, condividendo un percorso di crescita fatto di allenamenti, disciplina e passione. Un cammino in cui l’obiettivo non era soltanto formare atleti, ma soprattutto costruire persone, insegnando che la forza mentale viene prima di quella fisica.
Le loro storie si intrecciano fin dall’infanzia. Crescono insieme, imparano il valore dell’impegno, della fatica e del rispetto reciproco. Poi, con il tempo, le loro strade sportive si dividono, ma resta immutata quell’amicizia e quella stima che li lega ancora oggi.
Martina sceglie il nuoto paralimpico, Francesco approda nel 2023 all’atletica paralimpica, mentre Matteo Giuliani trova la sua strada nel ciclismo paralimpico, trasformando la bicicletta nel mezzo con cui inseguire i propri sogni.
I risultati arrivano rapidamente per tutti e tre. Titoli, convocazioni nelle rispettive Nazionali e prestazioni di altissimo livello testimoniano un percorso costruito con costanza, sacrificio e determinazione.
Il 2026 rappresenta un anno straordinario.
Francesco Di Rosa, ai Campionati Italiani Assoluti di Atletica Paralimpica Fispes, disputati il 4 e 5 luglio allo Stadio Olimpico Carlo Zecchini di Grosseto, conquista due medaglie d’oro, laureandosi Campione Italiano nei 100 metri T46 e nei 400 metri T46.
Pochi giorni dopo, dal 23 al 25 luglio, Martina Screti è protagonista ai Campionati Italiani Assoluti di Nuoto Paralimpico di Terni, dove conquista due medaglie d’argento nei 200 e 400 metri stile libero e una medaglia di bronzo nei 200 metri dorso, confermandosi tra le migliori atlete italiane della sua categoria.
Anche Matteo Giuliani vive una stagione da ricordare. Nel 2026 arriva la prestigiosa convocazione nella Nazionale Italiana per i Campionati Europei Virtus, disputati in Polonia, dove si distingue con ottimi risultati nelle gare di ciclismo su strada, nella cronometro individuale di 7,6 km, nella prova su strada di 50 km e nella staffetta a cronometro di 7,6 km, contribuendo con orgoglio ai colori azzurri.
Tre discipline diverse. Tre percorsi differenti. Un’unica radice.
Francesco, Martina e Matteo sono la dimostrazione che il talento, da solo, non basta. Dietro ogni medaglia, ogni convocazione e ogni traguardo raggiunto ci sono anni di sacrifici, allenamenti, rinunce e una straordinaria voglia di migliorarsi.
Sono tre ragazzi del nostro territorio che, nonostante la carenza di strutture sportive adeguate, di impianti e, troppo spesso, di una vera cultura dello sport paralimpico, continuano ogni giorno a inseguire i propri sogni con passione, determinazione e umiltà.
Le loro vittorie non appartengono soltanto a loro. Sono motivo di orgoglio per un’intera comunità e rappresentano un esempio concreto per tanti giovani che si avvicinano allo sport.
Perché i campioni non nascono soltanto quando salgono su un podio. Nascono molto prima, nei giorni in cui nessuno li guarda, quando scelgono di allenarsi ancora una volta, di non arrendersi e di credere nei propri sogni.
Ed è proprio da quei sogni che il nostro territorio può continuare a costruire il proprio futuro.












