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Il rischio e l’arte della strategia: gli archetipi più emozionanti del cinema d’autore

I film che esplorano la complessità della mente umana utilizzano una speciale e spettacolare lente drammatica. Un espediente ricorrente nelle pellicole d’autore dedicate alle storie che parlano di debolezze, ambizioni e grandi passioni. Così vengono sviluppate anche le tematiche dei film ambientati nei casinò o nelle sale da gioco clandestine. Dei veri e propri microcosmi […]

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I film che esplorano la complessità della mente umana utilizzano una speciale e spettacolare lente drammatica. Un espediente ricorrente nelle pellicole d’autore dedicate alle storie che parlano di debolezze, ambizioni e grandi passioni. Così vengono sviluppate anche le tematiche dei film ambientati nei casinò o nelle sale da gioco clandestine. Dei veri e propri microcosmi popolati da personaggi geniali, figure ambigue e individui caduti in disgrazia.

Le dinamiche narrative e visive alla base delle pellicole di successo

Nei film sul poker più famosi di sempre tutta la storia ruota intorno ad una sfida al tavolo verde. Il palcoscenico ideale per la partita della vita perché è proprio in questo spazio ristretto e circoscritto che le emozioni prendono il sopravvento. Non a caso, gli spettatori amano soprattutto le scene dove i personaggi utilizzano dei segnali verbali o fisici per intimorire gli avversari di turno. La pressione psicologica è una componente essenziale dell’impianto narrativo e una prerogativa indispensabile per il pubblico. Nelle sequenze più importanti la tensione cresce perché l’incertezza domina il gioco e da questa condizione derivano i colpi di scena che sono rimasti nella storia della cinematografia. Le intuizioni, la fortuna e le carte a disposizione determinano gli esiti delle partite; senza dimenticare le strategie messe in atto per ingannare gli altri giocatori e arricchire il premio finale. Tali presupposti creano una suspense naturale e alimentano pure il coinvolgimento degli spettatori. Ecco, dunque, le principali caratteristiche dei film sul poker da vedere almeno una volta nella vita.

Una breve rassegna dei migliori film di genere e d’autore dedicati al mondo del poker

Questa raccolta di titoli riservata a una particolare tipologia di opera cinematografica prende il via con una pellicola drammatica diretta da Gianluca Mingotto. Poker Generation è un film italiano sul Texas Hold’em e sul riscatto di due fratelli, dopo un’avvincente storia familiare sviluppatasi tra Milano e la Sicilia. Cresciuti con un padre afflitto dal vizio del gioco, i due fratelli scelgono di entrare nel circuito del poker professionistico per svoltare e sostenere le costose cure mediche prescritte alla sorella. Tony è una persona impulsiva, mentre Filo possiede una mente analitica e una stupefacente capacità di calcolo matematico. Il connubio perfetto al tavolo verde, dove le competenze statistiche e aritmetiche possono fare la differenza durante un torneo o una mano al tavolo della finale. Le caratteristiche dei due fratelli si completano e grazie a questa combinazione arrivano anche le prime vittorie sui grandi palcoscenici internazionali del Texas Hold’em. Nel film le Regole del Gioco Huck Cheever, interpretato da Eric Bana, è un giocatore professionista che vive alla giornata tra gli sfavillanti casinò di Las Vegas. Qui tenta in tutti i modi di superare il padre che per diventare un campione affermato di poker ha abbandonato sia sua madre che suo figlio. Il cuore della trama è costituito dalla ricerca della somma necessaria per l’iscrizione al Main Event delle World Series Of Poker (WSOP). Un obiettivo piuttosto proibitivo per un giocatore compulsivo che tende a perdere grandi cifre nel giro di poche ore, fino all’entrata in scena di un personaggio in grado di portare serenità ed equilibrio nella vita del protagonista. Billie Offer incarna i valori della vita reale e grazie al suo aiuto, Huck ritrova suo padre al tavolo finale del campionato mondiale. Con Runner Runner, gli spettatori vengono trasportati in una realtà composta da casinò virtuali e paradisi fiscali. In questo contesto, Richie Furst scommette tutti i proprio risparmi in una singola sessione di poker online per pagare la retta universitaria e scongiurare l’espulsione dall’istituto accademico. Purtroppo, l’esito di questo tentativo disperato è soltanto una sconfitta sospetta perché la piattaforma di gioco ha usato un software contraffatto ed illegale. I dati a sua disposizione smascherano l’imbroglio, ma il miliardario proprietario del sito si trova in Costa Rica per aggirare le leggi fiscali e intascare le somme vinte tramite un conto offshore. Quando i due si incontrano, il magnate gli restituisce i soldi e lo assume con la promessa di una nuova vita fatta di lusso e feste in barca. Il sogno, però, diventa ben presto un incubo per colpa di un’indagine e della corruzione innescata da un gigantesco schema Ponzi. Qui la partita più importante avviene lontano da una classica sala da gioco, come nel caso del capolavoro assoluto di questo genere: Il Giocatore – Rounders. Il film più celebre ed emblematico sul poker da vedere almeno una volta perché è proprio in questa pellicola che si possono ritrovare gli archetipi del gioco traslati nel linguaggio cinematografico. Il protagonista Mike McDermott possiede un considerevole talento per il Texas Hold’em ed è diviso tra una carriera legale sicura come promettente studente di giurisprudenza e l’irrefrenabile fascino esercitato dal tavolo verde. La storia comincia con la perdita di una grossa somma di denaro nella bisca clandestina gestita da un boss della mafia russa. Dopo questa caduta Mike abbandona il gioco, ma il suo più caro amico contrae un debito col pericoloso gangster e toccherà a lui pagarlo con una partita di carte impressa per sempre nella storia della cinematografia. La rassegna termina con due classici intramontabili del cinema d’autore legato al mondo del poker: Cincinnati Kid e Regalo di Natale. Il primo film è un cult con Steve McQueen che sfida un campione leggendario con una mano finale entrata di diritto nell’immaginario collettivo, mentre il secondo titolo è considerato un capolavoro del cinema italiano grazie alla regia di Pupi Avati e alla caratterizzazione magistrale dei giocatori seduti al

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