“Dopo soli 12 anni dalla scoperta del parere legale dell’Avv. Cancrini chiuso nei cassetti di Villa Sarsina e il successivo avvio della causa civile per tornare in possesso delle azioni detenute ( illegittimamente) dal socio privato della Capo d’Anzio, la Suprema Corte di Cassazione mette finalmente la parola fine alla più grande truffa che la Città di Anzio ha subito.
Quando iniziai la battaglia per far venire alla luce quello che stava accadendo sulla questione del nuovo porto di Anzio, tra i vari tentativi di privatizzare e consegnare le chiavi della città ad un privato, i vari tentativi di far fallire a tutti i costi la Capo d’Anzio artificiando numerosi costi inesistenti, le spese pazze ed una gestione privatistica e ad-personam da me più volte denunciata anche nelle opportune sede giudiziarie, fui spesso isolato e allontanato prima che, anche i miei colleghi aprissero gli occhi su quello che stava accadendo sul porto con la complicità di qualche dirigente del comune di Anzio che per fortuna oggi, non ricopre più alcun ruolo.
Dire oggi che avevo ragione è ormai inutile. Sono amareggiato che la Commissione Straordinaria che ha amministrato il Comune di Anzio abbia chiesto la Liquidazione Giudiziaria della Capo d’Anzio. Una richiesta immotivata e sbagliata come ho riferito personalmente alla Dott.ssa Scolamiero durante il nostro incontro perché i crediti che richiedeva il socio privato, come conferma la Corte di Cassazione, erano inesigibili, non potevano e non dovevano essere iscritti in bilancio come invece fece l’ex amministratore delegato Dott.ssa Cinzia Marzoli.
La Capo d’Anzio era una società di scopo e al di là di quello che si diceva, poteva essere finanziata dal Comune di Anzio, invece abbiamo assistito al suo fallimento in piena stagione estiva, personale licenziato, servizi bloccati da un giorno all’altro e un danno economico e reputazionale per la Città inquantificabile.
L’unica consolazione seppure molto amara viste le condizioni attuali, è che oggi il porto è della Città di Anzio e dei suoi cittadini. Ci vuole solo un’amministrazione comunale coraggiosa che abbia la voglia di iniziare la costruzione almeno del bacino turistico interno.
Chiedo al Sindaco e al consiglio comunale tutto, al di là delle appartenenze e delle distanze politiche che restano, di avere uno scatto di orgoglio come cittadini di Anzio e di avviare una causa civile contro l’ex socio privato della Capo d’Anzio per un risarcimento danni milionario da destinare successivamente alla sistemazione e messa in sicurezza dell’attuale porto e ai ristori da dare alle attività commerciali di Anzio che hanno subito un danno economico da tutta questa storia”.
- Marco Maranesi
ex consigliere comunale Anzio



