Ci sono opere che si guardano.
E poi ci sono opere che si sentono.
Il murale “Mia Madre, mia Figlia, mia Sorella”, inaugurato l’8 giugno 2026 nell’Istituto Comprensivo Anzio I, appartiene a questa seconda categoria. Non è soltanto un insieme di colori e forme dipinte su una parete: è un racconto di amore, di rispetto e di futuro scritto con il linguaggio più potente che esista, quello del cuore.
Davanti a quell’immagine delicata di una madre che stringe la propria bambina, il tempo sembra fermarsi. Ognuno ritrova qualcosa di sé: il ricordo di una carezza, il profumo dell’infanzia, il volto di una donna che ha saputo proteggere, insegnare, amare.
Madre. Figlia. Sorella.
Tre parole semplici che racchiudono l’universo intero delle relazioni umane.
Tre parole che ci ricordano che dietro ogni donna c’è una storia, una battaglia silenziosa, un sogno custodito nel cuore.
Dietro quel murale c’è il cuore di una classe e il sogno di uno studente. L’idea originale è nata dalla sensibilità di Calvano Valentina della III D, che ha immaginato un’opera capace di parlare di rispetto, dignità e amore autentico. Attorno a quella visione si sono stretti i compagni di classe, I professori e la referente del progetto Lilla Claudia Patrizia che hanno contribuito alla realizzazione del progetto trasformandolo in un lavoro condiviso. Così, un’intuizione personale è diventata una voce collettiva, capace di lasciare un segno non solo sulle pareti della scuola, ma anche nelle coscienze di chi la vive ogni giorno.
Quando i giovani parlano di rispetto, di uguaglianza e di dignità, il futuro smette di fare paura e comincia a riempirsi di speranza.
L’iniziativa nasce nell’ambito delle azioni di sensibilizzazione contro la violenza di genere promosse sul territorio e rappresenta molto più di un progetto scolastico: è una scelta educativa, un seme piantato nelle coscienze dei ragazzi affinché possano diventare cittadini capaci di riconoscere il valore dell’altro.
Durante la cerimonia, la Dirigente Scolastica Dottoressa Enza Di Lillo ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’educazione al rispetto e alla responsabilità, sottolineando come la scuola abbia il compito non solo di trasmettere conoscenze, ma anche di formare persone capaci di costruire una società più giusta e umana. Le sue parole hanno trovato eco negli sguardi degli studenti e nelle emozioni delle famiglie presenti.
Perché la violenza non nasce all’improvviso.
Nasce dall’indifferenza.
Dai pregiudizi.
Dal silenzio.
E proprio contro quel silenzio si alza oggi la voce dell’arte.
Una voce dolce ma fortissima.
Una voce che dice che nessuna donna deve sentirsi sola.
Che nessun sogno deve essere spezzato.
Che ogni figlia deve poter crescere libera.
Che ogni madre deve poter guardare al futuro senza paura.
Che ogni sorella deve sentirsi rispettata e valorizzata.
Quando il telo è stato simbolicamente rimosso e il murale si è mostrato in tutta la sua bellezza, è calato un silenzio speciale.
Non il silenzio dell’assenza.
Il silenzio delle emozioni vere.
Quello che arriva quando le parole non bastano più.
Quello che nasce quando un’opera riesce a toccare l’anima.
E forse è proprio questo il dono più grande lasciato da questa giornata: aver ricordato a tutti che la bellezza può educare, che il rispetto può essere insegnato e che i ragazzi, se ascoltati e guidati, sanno trasformare un muro in un messaggio e un colore in una speranza.
Da oggi quel murale resterà lì, tra le pareti della scuola.
Non come una semplice decorazione.
Ma come una promessa.
La promessa di una comunità che sceglie ogni giorno di educare all’amore invece che all’odio, al dialogo invece che alla violenza, al rispetto invece che all’indifferenza.
Perché ogni donna è stata, è o sarà per qualcuno madre, figlia, sorella.
E proteggerne la dignità significa proteggere il futuro di tutti noi.
Perché i muri possono dividere, ma a volte possono anche unire. Possono diventare pagine sulle quali scrivere valori, speranze e sogni. E quello realizzato dagli studenti dell’I.C. Anzio I continuerà a parlare alle generazioni future, ricordando a tutti che il rispetto non è una scelta, ma un dovere. E che l’amore vero non ferisce, non umilia, non spegne: l’amore vero protegge, sostiene e fa fiorire la vita. All’evento sono intervenuti anche gli Assessori Ciotti e Pollastrini, insieme ai Consiglieri De Lucia e Ventura. Un riconoscimento speciale è stato rivolto a Nutello, che ha creduto fortemente nel progetto fin dalle sue prime fasi.




