Sull’esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 10330/2026 e sul coinvolgimento dei cittadini.
Egregio Signor Sindaco del Comune di Anzio,
Dott. Aurelio Lo Fazio,
la sentenza n.10330/2026 pronunciata ieri dal TAR Lazio pone fine a un contenzioso che la Sua Amministrazione ha scelto di instaurare nei confronti dei cittadini e del gruppo spontaneo nato a
Lavinio Mare.
Si tratta di una decisione che evidenzia criticità nell’operato dell’Amministrazione e nelle modalità
con cui è stato affrontato il confronto, quantomeno con una parte della cittadinanza.
Il Vicesindaco e l’Assessore all’Ambiente hanno più volte utilizzato le sedi istituzionali per
contestare le posizioni di quei cittadini che, come il sottoscritto, hanno deciso di impegnarsi nella
difesa del territorio, richiamando l’attenzione sull’applicazione di norme e principi giuridici
consolidati.
Come ribadito anche dal TAR, il dialogo e il confronto tra amministratori e cittadini costituiscono
elementi essenziali nei procedimenti che incidono sul territorio e sulla vita della comunità.
Nel corso di questa vicenda, il sottoscritto e altri cittadini sono stati definiti “urlatori”, “voci nella
via”, portatori di una verità antistorica e persino “tuttologi”, mentre ogni possibile forma di
collaborazione è stata respinta sulla base di valutazioni che la pronuncia del TAR induce oggi a
riconsiderare.
Non intendo, tuttavia, soffermarmi oltre sulle polemiche.
Le chiedo semplicemente di trarre le dovute conseguenze da quanto stabilito dai Giudici
amministrativi.
Vi sono installazioni e procedimenti che meritano una tempestiva rivalutazione alla luce della sentenza. Tra questi, particolare attenzione deve essere riservata all’impianto di Viale Marconi n.
171, nonché ad altre autorizzazioni che meritano di essere nuovamente e tempestivamente
verificate da parte degli uffici competenti.
La sentenza non riguarda soltanto una specifica autorizzazione, ma richiama l’attenzione sul metodo con cui l’Amministrazione ha affrontato una questione di particolare rilevanza per il territorio.
La pronuncia del TAR ha rilevato profili di illegittimità nell’azione amministrativa oggetto del giudizio e ha riconosciuto la fondatezza di alcune delle censure formulate dalla parte ricorrente. Essa impone, pertanto, una riflessione sulle scelte adottate e sulle modalità di coinvolgimento della
cittadinanza nei procedimenti amministrativi.
Il ritardo nell’adozione del regolamento e del piano comunale, nonché le conseguenze che ne sono derivate, rendono oggi necessario un diverso approccio istituzionale. È necessario un cambio di passo. Per questo Le chiedo di ascoltare i cittadini, di dare tempestiva esecuzione alla sentenza e di
garantire il pieno rispetto dei principi affermati dal TAR.
Con particolare riferimento all’installazione di Viale Marconi, ritengo che la stessa debba essere
oggetto di una immediata verifica da parte degli uffici competenti affinché siano adottati, senza
ulteriori indugi e ritardi, tutti i provvedimenti e le iniziative conseguenti alla pronuncia giudiziale.
L’Antenna de quo deve essere rimossa immediatamente e la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di attuare la sentenza nota in ragione dei principi di legalità, di imparzialità e di buon andamento
(Art 97 della Costituzione), garantendo il rispetto dei diritti dei cittadini.
Confido che l’Amministrazione voglia cogliere questa occasione per inaugurare una fase nuova, caratterizzata da maggiore ascolto, trasparenza e collaborazione con la cittadinanza.
Con osservanza.
Avv. Luca Sacripanti



