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Un viaggio emozionante tra memoria, sfollamento e lotta partigiana per gli alunni della De Franceschi. 

La biblioteca della scuola “De Franceschi” si è trasformata, nella mattinata del 25 maggio, in uno scrigno di memoria viva e partecipazione civile. Tutte le classi terze dell’istituto hanno partecipato all’incontro con Siliana Cochi, esponente dell’Associazione Tamerici e dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). L’evento ha rappresentato il culmine e il frutto finale di un intenso […]

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La biblioteca della scuola “De Franceschi” si è trasformata, nella mattinata del 25 maggio, in uno scrigno di memoria viva e partecipazione civile. Tutte le classi terze dell’istituto hanno partecipato all’incontro con Siliana Cochi, esponente dell’Associazione Tamerici e dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). L’evento ha rappresentato il culmine e il frutto finale di un intenso progetto didattico incentrato sul periodo storico tra la Seconda Guerra Mondiale, le leggi razziali e la Liberazione, con un focus profondo e prioritario sulla Resistenza italiana. Il progetto, presentato alla scuola dall’Associazione Tamerice di Paola Fumi, è stato sposato e guidato con passione dalle docenti di Italiano del dipartimento di Lettere: le professoresse Rocchetti, Turco, Balzano, Giacinti e Nusco. Il percorso dei ragazzi ha preso forma proprio tra i banchi di scuola nelle settimane precedenti: sotto la guida delle loro professoresse, gli studenti hanno affrontato letture approfondite di testimonianze, diari e documenti focalizzati sulle figure dei partigiani e, in particolare, sul ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza, animando le ore di lezione con dibattiti e riflessioni critiche. Proprio durante questo cammino di preparazione all’incontro finale, le classi hanno potuto ascoltare la voce di Paola Fumi, che ha arricchito il progetto portando la sua esperienza di testimone indiretta. Attraverso la storia di suo padre, ha mostrato ai ragazzi un’altra drammatica e coraggiosa faccia dell’opposizione al nazifascismo: l’uomo, infatti, finì prigioniero in un campo di concentramento tedesco per aver compiuto una scelta di straordinaria dignità, ovvero il rifiuto categorico di aderire alla Repubblica di Salò.

Questa dolorosa memoria familiare ha preparato il terreno emotivo e critico per la giornata del 25 maggio, quando la viva voce di Cochi ha catturato l’attenzione dei ragazzi raccontando la sua infanzia vissuta “dall’altra parte” del regime. Nata in una famiglia orgogliosamente antifascista in pieno periodo mussoliniano, la partigiana ha condiviso cosa significasse scegliere la strada della libertà e del dissenso quando era solo una bambina. Con la delicatezza e la forza dei suoi ricordi, Cochi ha riportato i ragazzi indietro nel tempo, a quando aveva appena otto anni, descrivendo il trauma profondo dello sfollamento improvviso, che l’ha costretta a lasciare la propria casa e i propri affetti in pochissimo tempo per sfuggire ai pericoli della guerra. Ha poi ripercorso l’esilio forzato sul territorio, con il trasferimento d’emergenza prima a Genzano e successivamente ad Albano, e i lunghi mesi segnati dalla fame, dalla forte povertà e dalla precarietà, affrontati a testa alta senza mai piegare gli ideali di famiglia.

La risposta degli alunni delle terze è stata straordinaria. L’incontro non è stato una semplice lezione frontale, ma un dialogo attivo e appassionato. Colpiti dalla durezza e dall’autenticità dei racconti, i ragazzi sono intervenuti ponendo numerose domande a Cochi. Gli studenti hanno voluto approfondire la quotidianità di quel periodo buio, chiedendo dettagli sulla vita da sfollati e su come la sua famiglia sia riuscita a resistere e a proteggersi rimanendo fedele ai valori antifascisti. L’evento si è rivelato un grandissimo successo, a coronamento del prezioso lavoro di sinergia tra le professoresse di Italiano della scuola De Franceschi e l’Associazione Tamerici. Grazie alla generosità e alle toccanti testimonianze offerte sia durante le lezioni sia nell’evento conclusivo, le pagine di storia legate alla Resistenza italiana hanno preso vita, trasformandosi in una staffetta ideale di valori — come la libertà, la democrazia e l’impegno civile — passata direttamente nelle mani e nelle coscienze delle nuove generazioni.

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Redazione Ilgranchio.it
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