Una mappa di parole colorate per ridisegnare la città, un filo per unirsi contro l’oscurità delle mafie e l’entusiasmo contagioso dei più piccoli. Si è svolta lo scorso 26 maggio, presso la Biblioteca della scuola “De Franceschi”, una mattinata speciale dedicata all’educazione alla legalità, che ha visto come protagonisti assoluti gli alunni delle classi quinte dei plessi Gianni Rodari e Sandalo. L’iniziativa, promossa in collaborazione con Libera, l’associazione da anni in prima linea nel contrasto ai fenomeni mafiosi, ha saputo toccare le corde giuste dei giovanissimi studenti grazie a un approccio diretto e profondamente laboratoriale. Ad aprire l’incontro è stato il professor Mario Balzano dell’istituto Meucci di Aprilia, che ha guidato i bambini alla scoperta di concetti complessi ma fondamentali, spiegando prima di tutto la profonda differenza che passa tra la delinquenza comune e il fenomeno mafioso. Dopo una spiegazione condivisa su chi ha fondato l’associazione, l’esperto ha lasciato la parola all’immaginazione e alla riflessione dei ragazzi attraverso un gioco di contrasti cromatici. Distribuendo dei foglietti gialli e verdi, il professore ha chiesto agli alunni di immedesimarsi in due visioni opposte del mondo: sui foglietti gialli i ragazzi hanno dovuto descrivere la città vista con gli occhi dei mafiosi – un luogo immaginato come cupo, esposto al buio, dominato da corruzione e potere – mentre sui foglietti verdi è germogliata la città dei “non mafiosi”, uno spazio descritto come brillante, alla luce, fondato sul rispetto e sulla convivenza civile. Un forte accento sul valore formativo di questa giornata è stato posto dalla Dirigente Scolastica, Maria Cristina Di Toppa, che ha espresso grande soddisfazione per la riuscita del progetto: «Iniziative come questa sono linfa vitale per la crescita dei nostri alunni. Spiegare la legalità ai bambini significa radicare in loro la consapevolezza che ogni scelta quotidiana costruisce il futuro del nostro territorio. Vedere i ragazzi così coinvolti e capaci di elaborare riflessioni così profonde ci conferma l’importanza di fare della scuola un presidio attivo di senso civile e di rifiuto di ogni forma di sopraffazione».
Il momento più emozionante e partecipato della mattinata è stato senza dubbio il “gioco della ragnatela”. Un gomitolo di filo è passato di mano in mano tra i bambini, creando un intreccio geometrico teso a simboleggiare l’unione e la forza della comunità contro l’isolamento impresso dalle mafie. Ogni alunno, nel momento in cui riceveva il filo, era chiamato a scegliere e pronunciare una parola chiave per identificare il senso profondo dell’incontro. Ne è nato un manifesto spontaneo di valori straordinario, in cui i concetti di giustizia, legalità, libertà, unione e uguaglianza si sono mescolati alla freschezza di parole come gentilezza, empatia, amore, fedeltà, armonia, realismo e buon senso. Dalla voce dei bambini è arrivato un coro unanime di tutele e rifiuti – con decisi “no” al bullismo, al razzismo e alla violenza – bilanciato da invocazioni alla collaborazione, alla sicurezza, alla fratellanza, all’altruismo e alla capacità di interpretare la realtà.
L’incontro alla biblioteca della scuola De Franceschi ha dimostrato ancora una volta come la cultura della legalità non sia una lezione astratta da imparare a memoria, ma un filo invisibile capace di unire le coscienze fin da piccoli per costruire, anche nel territorio di Nettuno, una società più aperta, inclusiva e libera da ogni paura.





