Home Cronaca Rigettata l’istanza di scarcerazione per Giacomo Madaffari

Rigettata l’istanza di scarcerazione per Giacomo Madaffari

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Resta in carcere in attesa di processo Giacomo Madaffari, l’uomo che all’interno dell’indagine Tritone è stato considerato a capo della locale di ‘Ndrangheta che controlla il territorio di Anzio e Nettuno.

Gli avvocati di Madaffari avevano presentato ricorso contro il provvedimento, motivandolo con il fatto che a loro parere non ci sarebbero state prove inconfutabili in relazione, tra le altre cose, ai reati di associazione mafiosa e di traffico internazionale di stupefacenti, visto che non ci sarebbero stati “continui rapporti con i sodali” e “la conoscenza e volontà di partecipare attivamente alla relazione del programma delinquenziali comune”, definendo poi le dichiarazioni di giustizia “inattendibili per la imprecisione e genericità delle accuse”.

La richiesta è stata però rigettata dalla Cassazione, che ha sottolineato come l’esistenza del distaccamento della ‘Ndrangheta fosse presente sul territorio da tempo, facendo riferimento alla sentenza definitica del procedimento Appia Mithos del 2013, spiegando poi come “il sodalizio negli anni aveva mantenuto inalterata la capacità di intimidazione”, specificando oltretutto i rapporti con le amministrazioni, visto il suo “penetrare le attività economiche lecite e condizionare la politica locale”. La Cassazione poi aggiunge che “il gruppo era stato in grado di condizionare le consultazioni elettorali al fine di ottenere l’affidamento di appalti dalle amministrazioni comunali”, con le intercettazioni da cui si evince che Madaffari fosse il capo riconosciuto, che si occupata in prima persona della risoluzione dei conflitti, di comminare le sanzioni e si poneva quale referente dell’intero gruppo nei rapporti con le altre organizzazioni criminali.