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Capo d’Anzio, falso in bilancio: chiesto il rinvio a giudizio per tre ex consiglieri di amministrazione

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La Procura della Repubblica Velletri ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della società Capo d’Anzio Ernesto Monti e gli ex consiglieri di amministrazione Francesco Novara e Raffaella Barone, tutti nominati dal Comune di Anzio.

Il 24 febbraio prossimo compariranno di fronte al giudice dell’udienza preliminare con l’accusa di concorso in falso per avere esposto “fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero”. Secondo la Procura che ha preso la decisione su una informativa della Guardia di Finanza di Nettuno, i tre ex amministratori avrebbero alterato il bilancio 2018, portando un utile di poco più di 13 mila euro, non inserendo un fondo “svalutazione” per il compenso del direttore del porto, con il quale il bilancio sarebbe andato in perdita.

A sporgere la denuncia è stato l’amministratore dalla società Marinedì Renato Marconi, ex socio di minoranza in Capo d’Anzio estromesso nel 2015 dal Comune proprio con l’obiettivo di riprendere il controllo totale della società per realizzare i lavori di ammodernamento del porto che, ad oggi, non sono ancora iniziati.

Nel procedimento penale le parti lese sono la società e il Comune di Anzio che, paradossalmente, ha nominato i tre ex consiglieri oggi indagati. Stralciata la posizione dell’ex amministratore delegato Antonio Bufalari ed un altro consigliere di amministrazione entrambi nominati dalla parte privata che non votarono il bilancio. Insomma una società in profonda crisi che da venti giorni non ha più nemmeno un amministratore dopo le dimissioni dell’amministratore unico Francesco Lombardo.