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Nettuno, l’opposizione: “Il comune torni a gestire direttamente le spiagge libere“

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In una nota i consiglieri comunali di opposizione Marco Federici, Roberto Alicandri, Waldemaro Marchiafava, Luigi Carandente, Mauro Rizzo, Antonello Mazza, Enrica Vaccari, Antonio Taurelli, hanno chiesto al sindaco Alessandro Coppola di tornare a gestire direttamente le spiagge libere. Fino alla scorsa estate il comune ha infatti assegnato la gestione delle spiagge libere ad associazioni che avrebbero dovuto tenere pulite le spiaggia e affittare a richiesta le attrezzature. E invece nella maggioranza dei casi questa concessione aveva portato a una occupazione permanente dei punti migliori delle spiagge libere con la predisposizione degli ombrelloni. Di fatto, dei veri propri stabilimenti balneari. Una situazione che ha dunque spinto gran parte dell’opposizione a puntualizzare la situazione e a richiedere alla sindaco il ritorno della gestione diretta delle spiagge libere.
Sulle spiagge libere – scrivono gli otto consiglieri di opposizione – ci teniamo a ribadire ai cittadini, unici nostri interlocutori, la nostra posizione, già espressa lo scorso anno. La stagione estiva è alle porte ed è quindi il momento di decidere come organizzare la fruizione delle nostre spiagge. Da parte nostra, come già fatto negli anni scorsi, ma ancora di più quest’anno con il venir meno di molte restrizioni, con riguardo alle spiagge libere, crediamo sia opportuno tornare alla gestione comunale delle stesse mediante un unico bando che garantisca pulizia e salvamento. È ora di dire basta alla gestione delle spiagge libere mediante il sistema delle spiagge attrezzate che di fatto ne condiziona la libera fruizione. Se negli anni scorsi, nonostante la nostra forte contrarietà, l’amministrazione ha voluto comunque affidare ad alcuni soggetti questi spazi con motivazioni legate alla pandemia, anche utilizzando una interpretazione della legge alquanto estensiva, oggi tutto ciò appare anche superato. Visto poi che il fallimento di tale sistema è dimostrato anche dal fatto che incredibilmente, lo scorso anno, nella quasi totalità dei casi, al bando per la gestione della singola spiaggia si era presentato un solo soggetto richiedente, in barba a quanto previsto dalle più basilari teorie economiche sulla concorrenza. Serve un bando unico – continua la nota – per fare in modo che le spiagge libere siano pulite, che sulle stesse sia garantita la presenza del salvamento e non altre strade che rischiano in futuro di far accampare a qualcuno diritti che in realtà non sono assolutamente tali. Sono d’altronde talmente pochi i tratti di spiaggia rimasti liberi che devono essere assolutamente tutelati e lasciati alla libera fruizione di tutti perché non solo chi ha possibilità economiche deve avere la possibilità di poter mettere un telo sulla spiaggia e poter prendere il sole dopo aver fatto il bagno e non ci si venga a dire che il metodo degli scorsi anni permetteva tutto questo senza incomprensioni. Per concludere poi, visto che si parla di bandi e di spiagge, sulla gestione del parcheggio di Torre Astura, – termina la nota – rammentiamo che lo scorso anno, furono date poco più di 24 ore per la presentazione delle proposte, cosa che stigmatizzammo con forza, e visto che sbagliare è umano ma perseverare è, diciamo, diabolico, questo non potrà certo diventare una consuetudine”.