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Anzio, niente tampone rapido al drive-in di Villa Albani se non si arriva in auto: esposto in Procura

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Devi fare Il tampone rapido al drive-in di Villa Albani ad Anzio? O ci vai in macchina o non lo fai. E’ la disavventura toccata ad un ragazzo minorenne della zona, il cui padre ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Velletri sull’episodio. E’ lo stesso genitore a raccontare i fatti sono stati riportati integralmente nell’esposto.
Il giorno 27-04-2021 sono stato oggetto di un fatto, per me straordinario, avvenuto in questo Ospedale (Villa Albani ndr.). Il giorno 20-04-2021, mio figlio che frequenta il Liceo Blaise Pascal di Pomezia è tornato a casa con un documento della scuola in cui a seguito di un suo compagno di classe risultato positivo al Covid doveva restare a casa per 1 settimana e il giorno 27 aprile alle ore 12,00 era convocato presso il suddetto Ospedale per effettuare il test di tampone rapido che in caso negativo gli consentiva di tornare a scuola.
Mio figlio è minore – continua l’esposto – ma non avendo in questo periodo un auto ci siamo recati a Anzio con i mezzi del Cotral, una fermata era proprio vicina all’Ospedale, siamo entrati e già all’ingresso una guardia giurata ci aveva ammonito che era possibile fare il test solo se si arriva in auto, io ho risposto che non avevo un auto e la guardia mi ha indicato di andare a chiedere informazioni presso un tendone bianco a circa 100 metri. In questo tendone, detto Drive In, erano in corso i test rapidi da parte di 5-6 infermieri, ho atteso che uno si liberasse e ho chiesto di effettuare il test a mio figlio, la risposta è stata negativa, lì si poteva fare solo se si arriva in auto, “ma io non ho un auto come posso fare”, la risposta è stata “torni accompagnato da uno con un auto”, “ma sarà possibile farlo in un altro posto in questo Ospedale?”, “no, se non viene in auto lei non fa il test“.
Quel giorno – continua il genitore dell’alunno – erano lì anche i compagni di classe di mio figlio per lo stesso motivo, lui ne ha notato uno nelle auto in coda, è salito e ha potuto effettuare il test.
Mentre aspettavamo l’esito un signore che aveva assistito alla mia discussione mi ha detto che lui poco prima era venuto con la moto ma è stato mandato via così era tornato in auto con la sorella, purtroppo a una signora straniera con un figlio di 8-9 anni è andata peggio, era lì per un motivo simile per suo figlio ma è stata allontanata, lei ha provato a dire che il marito non aveva neanche la bicicletta ma non c’è stato niente da fare, l’ho vista andare via in lacrime!
Vi chiedo quindi – conclude l’esposto – di andare a verificare e fotografare questa assurdità presso un Ospedale Pubblico in cui si discrimina e si omette un servizio pubblico ai meno abbienti e comunque a chi non ha un auto”.