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Anzio, il Comitato chiede al Sindaco di costituirsi parte civile per lo scempio di cemento

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I portavoce del Comitato per la tutela della Villa e delle Grotte di Nerone Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia hanno inviato una lunga nota al sindaco di Anzio Candido De Angelis invitandolo a valutare la possibilità di una costituzione di parte civile contro lo scempio di cemento armato. Nella nota ripercorrono la storia che ha portato a quello che, a tutti gli effetti, è uno scempio nel cuore dell’area archeologica: ossia la lingua di cemento armato che avrebbe dovuto, in origine, proteggere i resti della Villa imperiale ma che oggi, di fatto, ferisce e abbruttisce il contesto. Una lettera aperta nella quale il Comitato ripercorre le tappe di questa storia e si dice pronto, come memoria storica, a collaborare per il rilancio dell’importante area archeologica anziate oggi ferita.

È notizia di qualche giorno fa – scrivono Silvia Bonaventura, Chiara Di Fede e Francesco Silvia – la chiusura dell’indagine, avviata nel 2014, conclusasi con la richiesta di rinvio a giudizio di 9 persone tra funzionari e dirigenti di diversi enti pubblici e di un consigliere regionale, per presunti illeciti in appalti di lavori in diversi bacini portuali. I fatti riguardano anche Anzio, per la realizzazione della barriera di protezione (o presunta tale) del sito archeologico delle Grotte di Nerone e rimasta incompiuta dal giorno in cui i lavori si interruppero poichè appaltati ad una ditta, la Icem srl, raggiunta nel Novembre 2013 da interdittiva antimafia.
Circostanze e fatti – continua la lettera – che questo comitato conosce bene, avendo dato battaglia, sin dal 2013, contro la realizzazione dell’ecomostro in cemento sul sito archeologico neroniano, progetto il cui ente proponente era, ricordiamolo, proprio il Comune di Anzio già nel lontano 2002. Il progetto fu poi stralciato, ridotto alla lingua di cemento che vediamo e la Valutazione Impatto Ambientale fu aggirata poichè il manufatto avrebbe dovuto, con urgenza, essere posto a difesa dei reperti archeologici in mare.
Ci muovemmo presso il Consiglio Comunale anziate, facendo approvare nel 2013, con l’aiuto di consiglieri volenterosi, all’unanimità, un manifesto contenente linee guida a tutela del sito ed a promozione del prezioso patrimonio che rappresenta. Un ordine del giorno disatteso e mai attuato. Sollecitammo la Regione, l’Ardis e la Soprintendenza – prosegue la lettera – partecipando a commissioni e conferenze dei servizi tra il 2014 ed il 2016, portando a conoscenza della città la circostanza dell’interdittiva antimafia alla ditta appaltatrice. I lavori si bloccarono e la politica locale, che aveva assistito inerme allo scempio, ci accusò di essere responsabili dell’incompiuto lavoro perché, se non avessimo sollevato tanta polvere, arrivando a denunciare lo stato vergognoso in cui versava il sito in un servizio del TG1, i lavori sarebbero proseguiti. Partecipammo con notevole successo ai Luoghi del cuore del FAI, raccogliendo oltre 5000 firme e classificandoci tra i primi venti siti censiti, incassando, dopo molti sforzi una delibera di giunta di cofinanziamento di 35.000 euro da destinare alla riqualificazione dell’area. Una riqualificazione mai avvenuta.
Non sono mancate le denigrazioni a nostro carico, gli appellativi ironici, sui quali abbiamo sempre riso ed i bastoni tra le ruote messi da amministratori locali che, nell’interesse della collettività, avrebbero dovuto lottare al nostro fianco. Fortunatamente alcuni consiglieri regionali trasversalmente ci offrirono il loro supporto ed è giusto ricordarlo.
Alla luce di ben 7 anni di attività questo comitato, nello spirito che lo ha sempre animato, rivolge al Sindaco di Anzio l’invito a valutare se ricorrano gli estremi per la costituzione di parte civile nel procedimento che si celebrerà a breve e che, nelle presunte azioni illecite commesse dagli indagati, ha cagionato un grave danno alla nostra città con il lascito di uno scempio in cemento nel cuore del prezioso sito archeologico noto come Grotte di Nerone.
Restiamo altresì a disposizione per un incontro essendo noi, nostro malgrado, umile memoria storica di questa vicenda”.

Comitato tutela Villa
e Grotte di Nerone
I portavoce
Silvia Bonaventura
Chiara Di Fede
Francesco Silvia