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Nettuno, appalto rifiuti: la Am Tecnology rinuncia. Resta la Tekneko

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Con una nota inviata questa mattina al Comune di Nettuno la società Am Tecnology ha comunicato la rinuncia all’aggiudicazione della gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti che era stata aggiudicata a giugno dalla stazione appaltante della Città Metropolitana. Una decisione clamorosa se si considera che la società campana avrebbe dovuto iniziare a lavorare sul territorio dal 1 dicembre.
A questo punto rientra in gioco la società Tekneko – arrivata seconda – che, dunque, continuerà a svolgere il servizio per i prossimi sette anni.
La decisione della Am Tecnology non sorprende: la società aveva infatti vinto la gara presentando un’offerta economica con un ribasso de 15% su un appalto del valore complessivo di 54 milioni di euro. Si tratta di 8,1 milioni di euro che spalmati in sette anni – tanto è la durata dell’affidamento – avrebbero significato togliere 1,1 milione di euro l’anno per i servizi.
Evidentemente il management della Am Tecnology si è reso conto che davanti a quel notevole ribasso, non avrebbe potuto svolgere adeguatamente il servizio con ripercussioni negative anche sulla conferma dei posti posti lavoro. Quindi la decisione di rinunciare. Va ricordato che contro l’esito della gara la Tekneko ha presentato ricordi al Tar del Lazio che a marzo si esprimerà nel merito.
Ma c’è un altro aspetto di questa storia che ricordato: in pieno lavoro della commissione aggiudicatrice di Città Metropolitana durante l’amministrazione 5 Stelle, l’assessorato all’Ambiente aveva inspiegabilmente richiamato in comune per altri incarichi l’ingegner Benedetto Sajeva, dirigente dell’area Ambiente, che di quella Commissione era segretario e che, in qualità di esperto del settore, avrebbe potuto fornire la giusta assistenza sia sulle offerte tecniche che su quelle economiche presentate dalle ditte. E nemmeno il commissario Bruno Strati, dopo lo scioglimento del consiglio comunale, aveva pensato di rimandare l’ingegner Sajeva in Commissione. Che, forse, avrebbe potuto dare consigli utili per evitare che la gara fosse aggiudicata alla Am Tecnology che aveva presentato un’offerta economica anomala. Così anomala da spingere la stessa società che l’aveva presentata a rinunciare all’aggiudicazione dell’appalto.