SHARE
Luciano Mingiacchi

Troppo piccola la chiesa dei Santi Pio e Antonio di piazza Pia per contenere tutti gli amici che hanno voluto dare l’ultimo saluto all’ex sindaco di Anzio Luciano Mingiacchi venuto a mancare giovedì dopo la breve e implacabile malattia e stringersi alla moglie e ai figli. In tanti, infatti, sono rimasti fuori la chiesa. Sull’altare il Gonfalone del Comune di Anzio e nelle prime file il sindaco Candido De Angelis. Presenti gli amici di una vita, Giorgio Pasetto e Aurelio Lo Fazio, i vertici della Asl Roma6 che Mingiacchi aveva guidato dieci anni fa, i vertici della casa di cura “Madonna delle Grazie” di Velletri del quale è stato fino all’ultimo direttore sanitario. E poi il senatore del Pd Bruno Astorre, l’europarlamentare Bruno Gasbarra, l’ex sindaco Luciano Bruschini. Quando la bara è entrata in chiesa è scattato un applauso scrosciante. Prima dell’inizio della funzione religiosa una delle nipoti ha chiesto ai presenti una donazione che sarà destinata ad uno dei reparti dell’Ospedale di Anzio “che zio Luciano ha visto nascere e trasformarsi e che considerava una sua creatura”. Quindi l’omelia del viceparroco padre Quintino Rocchi che ha ripercorso le tappe della vita di Luciano Mingiacchi: dall’impegno nell’Azione Cattolica, nell’università, in politica, nella sanità. “Un uomo pubblico che tanto ha dato alla collettività”, ha detto padre Quintino.

Al termine della messa il saluto della comunità parrocchiale da parte del parroco padre Francesco Trani. Quindi il ricordo del sindaco di Anzio De Angelis: “Al di là delle differenze politiche che ci hanno visti contrapposti – ha detto il primo cittadino – c’erano i rapporti parentali e amicali che ci accomunavano. La presenza di tanta gente è il giusto attestato di stima della città nei suoi confronti. Non si può nascondere che Luciano sia stato punto di riferimento della collettività”. Quindi il ricordo dei nipoti: “Zio Luciano, sei stato punto di riferimento tanto prezioso quanto discreto per la nostra famiglia soprattutto nei momenti difficili. Avrai sempre un posto speciale nei nostri cuori”. Il ricordo del figlio Andrea: “La presenza di tanti amici – ha detto – testimonia quello che tu eri: una persona buona e generosa, un galantuomo, Per la nostra famiglia sei stato fondamentale: tu condottiero di una nave, noi marinai a volte un po’ distratti. Ed è grazie a te se la barca, la nostra famiglia, ha mantenuto la rotta”.