Home Disabililife Quindici per cento: la bellezza dei volti racconta la disabilità nel mondo.

Quindici per cento: la bellezza dei volti racconta la disabilità nel mondo.

Per tre anni, Christian Tasso ha girato il mondo e con quindicimila fotografie ha dimostrato che c'è anche un altro modo per parlare di persone con disabilità.

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Quindici per Cento è un interessante progetto del fotografo Christian Tasso che, per tre anni, ha realizzato in diversi Stati, Italia compresa, immagini che mettono in evidenza la bellezza della persona fotografata e non la sua disabilità.

Tutte le quindicimila immagini realizzate dal documentarista sono in bianco e nero per rendere il racconto universale e senza tempo e le pose sono state concordate con le persone ritratte. “Ci ho messo tre anni per capire dove stavo andando” – spiega il fotografo – “All’inizio avevo come tutti un filtro nei confronti delle persone con disabilità che non mi lasciava lo sguardo libero. Poi viaggiando e incontrando tante persone ho preso consapevolezza. Così, un giorno, mentre stavo scattando la foto di una bambina cambogiana mi sono reso conto che non stavo cercando l’approccio sensazionalistico ma ero colpito dalla bellezza del suo viso. Ed era quello che volevo raccontare: non volevo che fosse la disabilità la caratteristica fondamentale ma lo sguardo che mi colpiva”.

Spiega ancora Tasso: “Ho sempre chiesto alle persone come meglio si sentivano rappresentate: tutte le foto sono state costruite insieme. Questo per rispettare la loro dignità, innanzitutto. Storicamente ci sono due modi per raccontare la disabilità: quello pietistico, che vede il disabile come una persona che ha bisogno di aiuto, e quello sensazionalistico del supereroe, come nel caso degli atleti delle Paralimpiadi. Ma quando parliamo di persone con disabilità, parliamo di un miliardo di persone, ciascuna con una propria individualità, una storia intima e complessa, che le rende persone come tutte le altre e come nessun’altra. Eppure, questo sguardo stereotipato le accomuna”.

L’obiettivo di Quindici per Cento (che è la percentuale di persone con disabilità nel mondo n.d.r.), invece, è radicalmente opposto: “Come cornice al mio lavoro c’è l’articolo 8 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che disciplina la sensibilizzazione sul tema a partire da una comunicazione corretta. Purtroppo, ancora oggi molte associazioni basano le loro campagne sull’idea del disabile come soggetto di compassione. Lo sforzo che voglio fare con questo progetto” – aggiunge il fotografo marchigiano – “è creare una campagna di comunicazione, un libro e una mostra, per aprire il dialogo su un punto di vista più veritiero”.

Quindici per cento ha fatto tappa anche in Italia alla Comunità di Capodarco, a Fermo. È l’unica parte del progetto realizzata all’interno di una struttura, che è stata tra le prime a riconoscere il percorso iniziato da Basaglia negli anni 70” – spiega ancora l’autore – “Avevo conosciuto la Comunità di Capodarco già in Ecaduore in Albania. A Fermo ho realizzato dei ritratti all’interno della grande casa sulle colline marchigiane, che è ormai una grande famiglia, in cui le persone vivono insieme in un’idea di società inclusiva”.

Le storie che compongono il lavoro sono state raccolte anche in Romania, Nepal, Germania, Cuba, Mongolia, India, Irlanda, Svizzera e Kenya. “A Cuba le persone con disabilità mi hanno fatto da guida per conoscere l’isola” – aggiunge l’autore – “mentre in Asia ho incontrato sciamani con disabilità. Chiunque può diventare sciamano, e questa decisione è nelle mani dello spirito guida, non dell’uomo. Non c’è spazio per pregiudizi o stereotipi. Le persone con disabilità possono diventare sciamani: è lo specchio di una società inclusiva”.