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Anzio, inchiesta 27 proroghe: tutti rinviati a giudizio

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giardini villa adele

Tutti rinviati a giudizio. E’ l’ennesima tegola giudiziaria che cade sulla città di Anzio e si abbatte sulla nuova Amministrazione comunale di centrodestra. Il 30 ottobre dovranno comparire davanti al giudice del tribunale di Velletri, l’ex assessore all’Ambiente Patrizio Placidi (ai domiciliari e già rinviato a giudizio per corruzione nell’acquisto di materiali di arredo urbano nell’ambito dell’inchiesta Evergreen), l’ex dirigente comunale Walter Dell’Accio (anche lui rinviato a giudizio per l’inchiesta Evergreen) e l’attuale assessore allo Spettacolo e al Turismo Valentina Salsedo che all’epoca dei fatti non era in consiglio comunaleRinviati a giudizio anche gli imprenditori Pietro Leoni, Franco e Ernesto Parziale oltre ai responsabili delle due società coinvolte. Tutti sono indagati per abuso d’ufficio in concorso continuato nell’inchiesta della Procura di Velletri sull’affidamento del servizio di manutenzione e cura dei giardini comunali di Anzio tra il 2009 e il 2014. Un servizio – quello finito sotto la lente della Guardia di Finanza di Nettuno – svolto in regime di proroga aggirando la procedura dell’avviso pubblico e che ha consentito alle cooperative Giva e Pana, riconducibili alla famiglia Parziale, di incassare 945mila euro. Una vicenda rispetto alla quale si è battuto sicuramente il record delle proroghe concesse per un servizio, ben 27 delle quali hanno beneficiato le due cooperative sociali.

Come funzionava il sistema – Il 21 aprile del 2009 con determinazione n. 17982 viene affidato il servizio di manutenzione e cura dei giardini comunali per un periodo di tre mesi alla cooperativa Pana. E’ il tempo che serve all’amministrazione comunale di Anzio per poter bandire la gara d’appalto per lo svolgimento del servizio. E invece niente gara. Dall’1 settembre del 2009 si procederà di proroga in proroga del servizio fino a quella valida fino al 30 giugno 2011. Quindi quasi due anni dopo l’affidamento “temporaneo” per tre mesi del servizio. A quel punto la macchina delle proroghe sembra fermarsi; non è così. Con determinazione dirigenziale 66 del 22 luglio 2011 viene infatti affidato in via temporanea, per un periodo di 8 mesi, il servizio di manutenzione a pulizia alla cooperativa Giva (al posto della Pana) che fa sempre riferimento alla famiglia Parziale; anche in questo caso, però, niente gara: da marzo 2012 – quando finiscono gli otto mesi di affidamento temporaneo – si torna a procedere con le proroghe a raffica fino ad arrivare alla numero 15 (la n. 250 del 32 dicembre 2013) che proroga sine die il servizio alla Giva. Tanto è vero che, nelle indagini della Guardia di finanza, nell’aprile del 2014 la cooperativa risulta ancora operativa nello svolgimento del servizio di manutenzione e cura dei giardini pubblici.

A leggere le carte, parliamo di un vero e proprio “Metodo Anzio”, lo stesso dell’ultima inchiesta: quello di “spacchettare” gli appalti con affidanti inferiori ai 40 mila euro annui per evitare il ricorso alla gara di appalto. Affidare il servizio in via temporanea per pochi mesi per preparare la gara che non vedrà mai la luce e proseguire a colpi di proroghe del servizio di cura e manutenzione dei giardini comunali per un periodo di sei anni, dal 2009 al 2014. E questo è finito sotto la lente della Procura di Velletri.