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Nettuno, dentro la crisi: La “parabola” del giovane Nigro

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Nella vicenda della crisi amministrativa a Nettuno, spicca la figura di Giuseppe Nigro, uno dei quattro consiglieri comunali che insieme a Daniela De Luca, Marco Montani e Simonetta Petroni hanno sfiduciato Casto e fatto cadere il consiglio comunale. Nigro ha un record: quello di essersi dimesso da consigliere comunale rivestendo il ruolo di presidente del consiglio comunale, seconda carica istituzionale più importante dopo quella del sindaco. Fedelissimo dell’ex vicesindaco Daniele Mancini – che lo aveva imposto alla presidenza dell’assise nonostante non fosse risultato il consigliere più votato – nei giorni della crisi, in qualità del presidente del consiglio comunale, avrebbe dovuto svolgere un ruolo di mediatore, di pacificatore. Insomma, avrebbe dovuto ricucire. Avrebbe dovuto ragionare. E invece, al pari degli altri tre dissidenti, è completamente sparito dalla circolazione e dal panorama politico interrompendo i rapporti con sindaco, consiglieri 5 Stelle (che, non va dimenticato, lo avevano votato alla presidenza dell’assise), assessori e macchina amministrativa.

Correttezza istituzionale avrebbe dovuto consigliargli almeno le dimissioni da presidente del consiglio comunale per portare avanti la sua battaglia politica all’interno della maggioranza 5 Stelle. E in consiglio comunale, come aveva assicurato insieme agli altri tre in un documento di una settimana fa. Invece non lo ha fatto. E ha convocato l’ultima conferenza dei capigruppo – quella di lunedì scorso – solo dopo il richiamo del segretario generale del Comune. Per dire. E’ quindi entrato in Comune da una porta secondaria – per timore di poter incontrare il sindaco –, ha firmato la convocazione e si è allontanato in tutta fretta dalla stessa porta.

“I cittadini ci hanno confermato la loro piena fiducia. Con i piedi per terra e la testa bassa continueremo ad onorarla”. Aveva detto sula pagina Facebook il 5 marzo dopo le ultime elezioni politiche. Invece è arrivata una fine politica ingloriosa che ha portato Nigro all’espulsione dal Movimento 5 Stelle. E in una dura nota, successiva alla caduta del sindaco, lo staff del movimento ha scritto che Nigro, Montani, De Luca e Petroni “non rappresentano più con dignità i valori e il simbolo del MoVimento e hanno tradito il mandato affidato a loro”. Insomma, espulsione con disonore. Anche per l’ex presidente del consiglio comunale.