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Anzio, revoca del servizio di cura dei cani randagi ad AlbaDog. M5S: “Tontini il primo a mobilitarsi”

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Alba Dog

Accolto il grido di allarme lanciato dalle associazioni animaliste e la richiesta di intervento presentata in più occasioni dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Cristoforo Tontini: reca infatti la firma del 6 aprile la determinazione con la quale il Comune di Anzio, alla luce del sequestro del canile ‘Alba Dog’ che ospita i cani provenienti dalle città di Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno, ha revocato in autotutela l’articolo 3 del Contratto di affidamento del servizio di ricovero, mantenimento e cura dei quattrozampe randagi. Articolo che prevede che “la Pensione Alba Dog srl prevede la presenza di una sola associazione animalista nominata dal Comune di Anzio, che può accedere alla struttura secondo le modalità sopra citate (……)”.

Il provvedimento, firmato dalla dirigente dell’area tecnica Angela Santaniello, segue la lettera inviata dalle associazioni ‘La Voce del Cane Onlus‘ e ‘Attivisti per i Diritti Animali‘ che avevano scritto ai sindaci delle quattro città per avvisare che l’ingresso dei loro volontari al canile era stata preclusa, con notevole aggravio di costi annuali (4,50 euro la quota giornaliera per ogni singolo cane ospitato nel canile di Pomezia) e minori possibilità per i cani di essere adottati. Il provvedimento prevede anche di stabilire un Protocollo di intesa con le guardie zoofile presenti sul territorio comunale.

Soddisfazione, dopo la pubblicazione dell’atto sull’albo pretorio, è stata espressa dal Movimento 5 Stelle e dal consigliere Tontini che in consiglio comunale aveva sollevato il caso di Alba Dog: “Il Movimento 5 stelle Anzio si è mobilitato da subito per la situazione del canile di Pomezia, attualmente sottoposto a sequestro dai Nas e dalla Asl. Vogliamo rendere noto che in questo canile, con una capienza massima di 200 animali, ne vengono ospitati 340! Una vergogna! In che condizioni poi? Oltretutto non viene permesso di entrare e fare foto a queste bestiole e soprattutto dare loro l’opportunità di essere adottati“. Fino a poco tempo fa alle varie associazioni era negato l’accesso al canile, di portare a spasso i cani e soprattutto promuoverne l’adozione. “Una presa di posizione da parte del titolare del canile che peggiorava il benessere degli animali e riduceva il numero di adozioni effettuate dalla struttura creando un danno erariale a vantaggio del privato. Di fatto il comune di Anzio ha continuato a pagare un servizio, senza avere la piena visione della situazione reale“.

A seguito dell’intervento del nostro portavoce Cristoforo Tontini – concludono dal meet up che fa riferimento al consigliere – ci siamo resi conto che il Sindaco era all’oscuro della situazione e si è impegnato, dando mandato al dirigente preposto, di sanare la problematica. Oggi possiamo congratularci con il portavoce del M5S per aver messo mano al problema ed essere riuscito ad ottenere la determina di revoca in autotutela dell’articolo 3 del contratto di affidamento del servizio di ricovero, mantenimento e cura dei cani randagi“.