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Nettuno, questa mattina i cinque assessori rassegnano le dimissioni

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Movimento 5 Stelle

Questa mattina gli assessori del Comune di Nettuno Daniele Mancini, Nanda Salvatori, Guido Fiorillo e Stefano Pompozzi protocolleranno le dimissioni dall’incarico fiduciario conferito loro dal sindaco Angelo Casto. La decisione di formalizzarle è contenuta in un documento diramato dai cinque ieri sera.
Sabato scorso, tenendo all’oscuro il sindaco, i cinque si erano incontrati e avevano stilato un documento nel quale chiedevano al primo cittadino di mantenere inalterata la Giunta e le competenze assegnate ad ogni singolo assessore. Contestualmente nel documento rimettevano le deleghe nelle mani di Casto. Una prova di forza che ha avuto un esito impensato: resosi conto di essere stato escluso da un cerchio magico creato dal vicesindaco Mancini, il sindaco ha deciso di accettare le dimissioni dei cinque.

E pensare che nei giorni precedenti il sindaco aveva provato a frenare la fronda interna al gruppo consiliare con dieci consiglieri comunali che avevano chiesto le dimissioni di Mancini, praticamente in rotta di collisione totale con la maggioranza dei consiglieri, e degli assessori e Fiorillo e Pompozzi per non aver rispettato le regole del Movimento riguardo le candidature alle parlamentare per il primo e la discesa in campo a candidato sindaco di Anzio per il secondo.
Questo pomeriggio si terrà una riunione chiarificatrice alla quale parteciperanno il sindaco, il gruppo consiliare, il consigliere regionale Valentina Corrado e un rappresentante dello staff 5 Stelle. Allo stato attuale il sindaco gode della fiducia dei dieci consiglieri che avevano redatto il documento, visto che hanno di fatto ottenuto quanto richiesto. Occorrerà capire invece cosa faranno gli altri cinque consiglieri comunali che venerdì scorso avevano firmato un altro documento nel quale, criticando e chiedendo una presa di posizione nei confronti dei dieci, avevano riconfermato la fiducia sia al sindaco Casto che alla giunta comunale, che poi è stata sostanzialmente azzerata. Poi, come si è visto, la situazione è precipitata. Azzerata la giunta, resta il sindaco: è chiaro che la sorte della legislatura è nelle mani di questi cinque consiglieri.