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Chiusura del passaggio a Casello 45, ancora proteste dai cittadini e dai commercianti: “Lavori fermi e quartiere isolato”

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Sono passati due mesi dalla chiusura del passaggio a livello di Casello 45; eppure i disagi sono raddoppiati mentre i lavori proseguono a singhiozzo. A sollevare, ancora una volta, la polemica e ad annunciare il proseguimento della battaglia, è ancora una volta il Nuovo Comitato di quartiere di Sandalo che per voce della presidente Beatrice Vitali rende noto di aver iniziato “una assidua pressione su tutte le amministrazioni comunali coinvolte (Anzio, Nettuno e Aprilia, ndr) e gli enti competenti (RFI, Citta Metropolitana di Roma, Comune di Aprilia, Comune di Nettuno, aziende appaltatrici e le organizzazioni coinvolte) affinché ci sia un migliore coordinamento dei lavori e affinché il cantiere venga consegnato e concluso il prima possibile“. La chiusura del passaggio a livello e della strada è stata disposta da Roma Capitale il 13 novembre scorso per consentire il completamento del sottopasso a Casello 45. “Ma da quella data – spiega la Vitali – i lavori per la realizzazione sono stati pressoché fermi. Il cantiere che viene costantemente monitorato da noi e dai cittadini del quartiere non ha fatto assolutamente passi in avanti con i lavori,se non una sommaria rimozione del manto stradale. Ci motivano il blocco dei lavori con la necessità di spostare le fibre, ma la richiesta di questi spostamenti non poteva essere anticipata, onde evitare mesi di fermo?“. Del resto, sottolineano i residenti, quasi nessuno ha mai creduto che i lavori si sarebbero conclusi in sei mesi come anticipato. “In ogni caso se l’andamento è questo, non basteranno due anni“. Intanto un intero quartiere – quello situato tra Sandalo e Sacida – resta nell’isolamento: sono soprattutto gli anziani ad essere quasi prigionieri in casa. Continuano a protestare anche le attività commerciali che da novembre ad oggi hanno visto diminuire notevolmente le entrate. “Il rischio è che non riusciremo ad attendere la fine dei lavori; proseguendo in questo modo, saremo costretti a chiudere bottega“.