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Si è alzato in piedi il sindaco Luciano Bruschini ieri in consiglio comunale per chiarire – davanti ad una folta platea – la sua posizione rispetto alla doppia bufera giudiziaria che ha colpito in queste settimane la città di Anzio. Senza sminuire i fatti, Bruschini ha ribadito che “petto in fuori e testa alta” andrà avanti fino alla fine del suo mandato. “Nella mia lunga esperienza politica e da sindaco, questo è il consiglio comunale più difficile da affrontare – ha esordito a Villa Sarsina il primo cittadino – Non mi sono trovato mai in una circostanza come questa, in cui la difficoltà maggiore sta nel descrivere la situazione che stiamo vivendo. C’è chi ha sbagliato e fa bene la Magistratura ad approfondire tutte le questioni, ma voglio anche precisare che qui non siamo vicini ad una Tangentopoli“. Ripartendo anche dalle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa, Bruschini ribadisce che “non si può fare di tutta l’erba un fascio. Per quanto mi riguarda vado fiero della persona e del sindaco che sono stato e che sono, perché ho sempre agito nell’interesse dei cittadini e avuto una condotta di alto profilo e improntato alla correttezza”. A chi gli sottolinea, come ha fatto poco più tardi Candido De Angelis, che il sindaco ha la responsabilità di controllo sugli atti, il primo cittadino ha risposto che “il sindaco non è un controllore che deve sapere tutto ciò che succede negli uffici. A me interessa che una scuola abbia il riscaldamento, non sapere chi fornisce il metano. Mi interessa che gli uffici comunali siano puliti, non conoscere la ditta che pulisce. Per quanto mi riguarda mi interessa solo che tutto funzioni. Facciano anche barzellette su di me, io vado avanti fiero per come mi sono comportato in questi anni. Lascio il mio mandato a disposizione delle forze politiche del centrodestra, se sarà necessario per ragioni politiche lo rimetterò. Ma petto in fuori e testa alta vado avanti perché la città deve andare avanti“.