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Sui numerosi disservizi segnalati dai residenti sul servizio di raccolta differenziata dei rifiuti interviene il sindaco di AnzioLuciano Bruschini, che annuncia sanzioni per migliaia di euro alla Camassambiente che in questi giorni è sotto organico a causa delle 34 persone rimaste a casa per malattia.
Stiamo lavorando per riportare il servizio di raccolta differenziata a pieno regime e per bonificare alcune zone, oggetto di abbandono illecito dei rifiuti, sul territorio comunale – spiega il sindaco – In questi giorni siamo alle prese con trentaquattro assenze per malattia, all’interno della forza lavoro della società pagata profumatamente, da tutti noi, per svolgere questo fondamentale servizio. La società, per i disservizi di questi giorni, è stata sanzionata, dal dirigente preposto, con centinaia di migliaia di euro. La stessa cosa – continua Bruschini – ha fatto la Polizia Locale, con multe salatissime, contro coloro che hanno smaltito illecitamente i rifiuti. Ci scusiamo con i cittadini che sono stati interessati dai disservizi della Ditta“.
Ricordiamo che la Camassambiente alcuni mesi fa era stata commissariata dalla prefettura di Bari perché raggiunta da interdizione antimafia. Sul carente operato della ditta nei giorni scorsi era intervenuto l’ex consigliere Paride Tulli, segretario del partito socialdemocratico di Anzio, che aveva chiesto all’amministrazione comunale di rescindere il contratto con la ditta per le numerose inadempienze, prendendo ad esempio l’azione dall’amministrazione comunale di Nettuno che aveva rescisso il contratto con la IPI, commissariata dalla prefettura di Roma, per gravi inadempienze, affidando il servizio fino alla fine dell’anno ad una società di Avezzano. Anche “Rifondazione comunista” negli ultimi giorni aveva criticato duramente il cattivo servizio svolto dalla Camassambiente evidenziando il disagio dei cittadini. Sempre per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti ad Anzio, va rilevato come nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva affidato un servizio di pulizia dei fossi per 24.000 euro ad un’altra impresa. Una spesa chiaramente inutile a fronte di un palese disservizio.