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Processione e polemiche/1: La lettera del consigliere Claudio Dell’Uomo

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Egregio Direttore

Leggo con grande sgomento le sue parole da citazione giudiziaria. Io e gli amici Candido De Angelis e Giusy Piccolo non eravamo in processione con la confraternita ma con i cittadini del quartiere di Tre Cancelli. Se fosse stato presente se ne sarebbe accorto. Con un pezzo del genere si deve essere coraggiosi e firmare le proprie parole, esserne responsabili. Lei muove accuse precise, accosta la Confraternita alla politica con il solo intento di difendere suo cognato, il Sindaco di Nettuno. Solo falsità. Le ricordo che sono eletto con una lista civica, con ampio consenso e rappresento tutti i cittadini non solo il cento destra mentre è chiaro che lei e il suo giornale rappresentate solo i Cinque stelle. Il Senatore non ha avuto modo di salutare il Sindaco, è andato via di corsa, una volta a San Rocco per motivi di salute e non si sono incontrati ma ha salutato il vicesindaco con cordialità. Se ci fosse stato avrebbe visto anche questo. Per quello che riguarda il Vescovo ci siamo incontrati io il Senatore e Giusy Piccolo e ci siamo salutati. Nulla di segreto tranne che per Lei che si accorto dei fatti probabilmente leggendo altri giornali. Le ribadisco che non è mio stile mandare comunicati ai giornali. Suoi colleghi di altre testate spesso mi contattano non posso dire altrettanto della sua e quando trattate di noi siete tutt’altro che obiettivi accecati probabilmente dalla parentela con questa amministrazione. Si faccia un esame di coscienza.

Claudio Dell’Uomo

Ho avuto modo di spiegare al consigliere Claudio Dell’uomo, anche telefonicamente, che se voleva contribuire a riallacciare i rapporti tra le amministrazioni comunali di Anzio e Nettuno ha scelto il modo peggiore. La politica in processione non deve entrare. (I.I.)