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Sanità, piano per abbattere le liste di attesa nel Lazio

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Massimiliano Valeriani

“Garantire ai cittadini regole chiare e tempi brevi per accedere a visite e prestazioni mediche”

Priorità a chi ha più urgenza, nuove regole per l’intramoenia, trasparenza e condivisione nella gestione delle liste di attesa, recall per i pazienti che aspettano da troppo tempo di fare un esame. Il presidente Nicola Zingaretti ha presentato il nuovo piano per abbattere le liste di attesa nella sanità della Regione: una soluzione strutturale a una delle più gravi disfunzioni del sistema sanitario del Lazio. “Dopo il risanamento dei conti, la riqualificazione delle strutture sanitarie e l’assunzione di nuovo personale, ora viene avviato il taglio delle liste di attesa per garantire ai cittadini regole chiare e tempi brevi per visite e prestazioni mediche” dichiara Massimiliano Valeriani, capogruppo regionale del PD.
“Un programma e una responsabilità condivisa tra Amministrazione, direttori sanitari e operatori – aggiunge – per aggredire le code e restituire dignità e piena funzionalità al sistema delle cure e dell’assistenza. Con un investimento di 10 milioni di euro si punterà ad abbattere le liste di attesa nel giro di 3 mesi, mentre con la possibilità di accedere a visite ed esami mediante specialisti, medici di famiglia e ospedali, insieme ad una gestione trasparente e condivisa delle agende di prenotazione, si ridurranno i tempi assicurando migliore qualità e maggiore efficienza al servizio sanitario regionale. La sfida non è ancora vinta, ma in questi anni sono stati conseguiti grandi risultati: dal contenimento della spesa allo sblocco del turnover fino agli investimenti per potenziare e ammodernare le strutture e i reparti ospedalieri. Il Lazio diventa un modello anche sulla sanità, grazie alla collaborazione e alla concertazione con le organizzazioni sindacali perché le buone idee hanno poi bisogno di buone gambe per essere realizzate”.

In particolare, ci sarà la separazione tra controlli non urgenti e prime visite e prestazioni. Prima finiva tutto in un unico flusso: dall’esame oncologico prescritto d’urgenza dal medico, al richiamo per un paziente cronico con diabete che dovrà fare una visita di controllo una volta l’anno. Ora, invece, il primo accesso, cioè le prime visite e le prime prestazioni terapeutiche, sarà separato da tutte le visite di controllo che non hanno carattere di urgenza e possono essere programmate direttamente dai medici o dalle strutture, senza passare per le liste di attesa ma per quelle di prenotazione.

Ci saranno quindi due flussi distinti a beneficio delle aree relative alle prestazioni più urgenti e più critiche. Per quanto riguarda la prima classe di prestazioni, quella relativa al primo accesso, il medico dovrà indicare il grado di urgenza della prestazione richiesta sulla base di criteri clinici condivisi: u = urgente da eseguire entro 72 ore: b = breve 10 giorni; d = differibile 30 giorni per le visite 60 gg per le prestazioni strumentali; p = programmata 180 giorni.

Le prestazioni di controllo non entrano nelle liste di attesa, poiché sono programmate e prenotate direttamente dal medico o dalla struttura che prende in carico il paziente.

Ma ci sarà anche maggiore trasparenza e nuove regole nella gestione delle liste di attesa. Tutte le agende di prenotazione sono visibili al Recup, per consentire la razionale attività di registrazione di tutti gli appuntamenti. I calendari delle agende non possono essere chiusi, di conseguenza non sarà più possibile rifiutare la richiesta di una prestazione, come purtroppo a volte accadeva. Pertanto direttive chiare alle Asl per governare l’offerta di prestazioni, in base alle strutture, ai macchinari a disposizione e al fabbisogno, assicurando la maggiore prossimità della prestazione ai cittadini in modo da svolgere visite ed esami nella Asl di residenza.

La Regione, le aziende sanitarie, i responsabili delle liste di attesa, i medici di medicina generale e i medici specialisti, i tecnici, le organizzazioni sindacali, le rappresentanze degli utenti, i Cup e il Recup. “Tutti insieme dobbiamo raccogliere questa grande sfida – conclude Valeriani – un tassello fondamentale per garantire il diritto alla salute delle persone e dare loro il senso di una presenza forte e positiva delle istituzioni pubbliche”.