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Infiltrazioni mafiose, il Ministro risponde: nessun condizionamento. Bruschini: “Se ne facciano una ragione”

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Fatti gravi, ma allo stato attuale non univocamente orientati al condizionamento dell’Amministrazione. E’ quanto scrive il ministro degli Interni Marco Minniti in risposta all’interrogazione parlamentare presentata a luglio del 2016 dal senatore di Sinistra italiana Massimo Cervellini. E’ proprio quest’ultimo a darne notizia. “Il ministero dell’Interno risponde all’interrogazione, di cui sono primo firmatario, sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel litorale romano, orientata a verificare eventuali iniziative prese dal prefetto e a chiedere l’insediamento di una commissione d’accesso per verificare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione al comune di Anzio degli articoli 142 e 143 del Testo unico degli enti locali, relativi allo scioglimento del consiglio comunale. Mi sono fatto anche promotore, lo scorso marzo, di un incontro tra un gruppo di senatori e la prefetta di Roma per affrontare in maniera sinergica il tema delle infiltrazioni criminali sul territorio del litorale romano. Il prossimo 29 aprile parteciperò all’incontro sulla legalità ‘LegalizzAnzio, fragilità del nostro territorio, una cultura da ricostruire. Continueremo, coinvolgendo sempre tutte le istituzioni preposte, come sempre abbiamo fatto a cominciare dalla Commissione bicamerale Antimafia, ma soprattutto i cittadini, che devono essere consapevoli ed informati di quanto accade nella loro bellissima città”. Insomma, in mezzo alle accese polemiche di questi giorni e quasi un anno dopo, l’interrogazione del senatore ha trovato risposta: il Ministero, pur riconoscendo che i fatti messi nero su bianco sono di una certa gravità, rileva che non sono orientati al condizionamento dell’Amministrazione comunale. In tale senso si muove anche la comunicazione – diramata poco fa – del sindaco Luciano Bruschini, finito nell’occhio del ciclone – e sotto il tiro dello stesso Cervellini – per la mancata autorizzazione ad usufruire della sala consiliare ai fini dello svolgimento del convegno sulla legalità: “Ringrazio il ministro dell’Interno per aver chiarito, ancora una volta, che non sussistono elementi orientati al condizionamento dell’Amministrazione comunale – commenta il primo cittadino – Come ho sempre sostenuto, conoscendo bene la città, non sono mai esistiti e non esistono condizionamenti all’attività amministrativa. Auspico che i denigratori seriali, locali e nazionali, che insistono quotidianamente su queste tematiche se ne facciano una ragione. Del resto posso dimostrare che, quando sono venuto a conoscenza di presunti fatti che, a mio giudizio, potevano essere considerati allarmanti sono stato io, per primo, a recarmi dalle Forze dell’ordine che ringrazio sempre per la positiva collaborazione e attenta vigilanza sul nostro territorio. Il sottoscritto, dal 1980 ad oggi, si è sempre confrontato con tutte le Istituzioni e non ha mai avuto problematiche di natura giudiziaria. Non saprei quanti, con i miei stessi incarichi istituzionali, se ne possano vantare.  La città di Anzio, con le sue attività commerciali, le associazioni, le scuole e con tutte le sue istituzioni, non merita di essere additata in questo modo da una setta di disturbati mentali che saranno giudicati, nei loro comportamenti, dai cittadini laboriosi e impegnati di questa città”.