Ormeggiatori senza stipendio, la Capo d’Anzio si difende. E’ maretta

Ormeggiatori senza stipendio, la Capo d’Anzio si difende. E’ maretta

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Non si spengono le polemiche per il mancato pagamento di due mensilità agli ormeggiatori in forza alla Capo d’Anzio, la società partecipata di Anzio incaricata di realizzare il nuovo porto. L’ultimo posto inserito su facebook qualche giorno fa, durissimo, parla chiaro: “E’ passato Natale e niente, è finito l’anno e niente, è cominciato l’anno e niente… Per anni gli ormeggiatori sono stati tacciati di essere la parte marcia di questa città, di coloro che pensavano al loro orticello e non volevano la costruzione del porto. Ebbene ora che la Capo d’Anzio ha le redini in mano non paga da due mensilità gli stipendi, facendo contratti di mese in mese. Abbiamo famiglia e bambini, oltre ai mutui. Le chiacchiere stanno a zero, quelle non si mangiano. Invece di chiedere consigli comunali per i finanziamenti del progetto, chiedetelo per quei cittadini che non ricevono quello dovuto“.

A fronte dei disagi denunciati dagli operai e dei toni burrascosi con i quali si sta gestendo l’intera vicenda, arriva oggi la replica della Capo d’Anzio: “La Società, in risposta ai quesiti posti pubblicamente dagli ormeggiatori e dalla stampa circa il mancato pagamento dei corrispettivi dei servizi resi dalle cooperative, precisa che la decisione di sospendere detti pagamenti non è il frutto una scelta discrezionale e non è dovuta ad incapacità economica di far fronte all’impegno, come si tenta di accreditare, ma è determinata dall’obbligo di legge di salvaguardare il credito che la Capo d’Anzio, e quindi la collettività dei cittadini, ha maturato nei confronti delle Cooperative a titolo di risarcimento per la tardiva riconsegna delle aree portuali“. E’ maretta, quindi. “La Società ha più volte tentato di avviare un colloquio con il legale delle cooperative, ma ha avuto come unica risposta una comunicazione di netto rifiuto di riconoscere quanto dovuto, neppure in forma dilazionata o di accordo bonario, come pure la Società aveva auspicato. La Capo d’Anzio si è trovata dunque nell’obbligo di legge di tutelare il patrimonio erariale, senza possibilità di diversamente operare“. Ma non è tutto: “La Società sin dal 2015 ha offerto al personale impegnato nelle cooperative di trovare soluzioni temporanee per la salvaguardia dell’occupazione, al fine di tutelare le famiglie degli operatori. La capo d’Anzio, impegnata a portare finalmente a compimento un obiettivo di fondamentale rilievo per l’economia dell’intera città, non può attendere ulteriormente, ed è per questo determinata a far rispettare le norme di legge nell’interesse di tutti, specie ora che il ministero dell’Ambiente ha finalmente dato il consenso alla realizzazione dell’opera. Le dichiarazioni minacciose apparse sui social per gettare discredito sulla Società e per intimidirne l’azione sono il segnale che la Società è nella gusta direzione, e verranno pertanto fermamente contrastate“.

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