Anzio, ancora spese pazze: dopo i ciclamini ora i cestini d’oro

Anzio, ancora spese pazze: dopo i ciclamini ora i cestini d’oro

3438
1
SHARE
Foto di archivio

Anno nuovo, polemiche nuove che poi tanto nuove non sono visto che fanno riferimento, ancora, a vicende politico-amministrative di casa nostra. Così dopo le spese per le festività natalizie e i ciclamini d’oro (Leggi qui), ora anche i cestini per la spazzatura. A sollevare il “caso” è ancora Paride Tulli, segretario del Psdi anziate. “Espressamente voluto dall’assessore alle politiche ambientali Patrizio Placidi  e su questo non avevamo dubbi, è la dicitura riportata sulla determina n.376 del 23 dicembre con la quale vengono spesi altri 34.190,87 euro di nuovi cestini porta rifiuti stradali a firma di Walter Dell’Accio, dirigente dell’area Ambiente. Ma come la Camassa, appaltatore del servizio, ancora non ha finito di installare i suoi 200 cestini nuovi previsti dall’articolo 17 del capitolato, tra l’altro previsti in ghisa ma consegnati in plastica, che ecco partire un nuovo ordine guarda caso sotto il tetto dei 40.000 euro in modo da evitare una gara d’appalto ad un’altra ditta di Treviso“. Nella determina, sottolinea Tulli “non si giustifica né perché è stata scartata la Camassa da ulteriore fornitura, né il costo di ogni singolo cestino. L’ennesimo regalo di Natale ai contribuenti anziati che si vedranno maggiorare la loro salatissima bolletta TARI per spese pazze di un servizio inefficiente a tutti i livelli e fornito da una ditta colpita anch’essa da interdittiva antimafia. Ormai è una costante comune, ad Anzio ormai lavorano solo società in odore di camorra e questa sarà l’eredità del sindaco Bruschini nella storia della nostra città“.

Ⓒ RIPRODUZIONE RISERVATA

1 COMMENTO

  1. Ad Anzio si spendono i soldi per i cestini d’oro, e poi al pronto soccorso ci sono persone in fin di vita che aspettano di essere ricoverate in terapia intensiva da giorni. E la cosa assurda è che non puoi nemmeno stargli vicino più di dieci minuti perchè ti fanno uscire. C’è mio nonno in fin di vita che alterna momenti di lucidità a momenti di incoscienza e in quei pochi momenti nemmeno posso stargli vicino più di 10 minuti. Ma devi pure subirti i rimproveri di chi lavora in quei posti ed è stressato tanto dall’ambiente da non capire nemmeno la realtà della situazione.
    Questo è l’esempio del fallimento della società dove non si ha più rispetto della vita umana, dove la male gestione dei soldi pubblici serve solo a far credere a chi sta bene che le cose stiano funzionando davvero.

Lascia un commento