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O fortuna/velut luna/statu variabilis…/potestatem dissolvit ut glaciem! 
O fortuna, mutevole come la luna, sempre cresci o cali; l’ odiosa vita ora abbatte ora conforta , a turno, le brame e la mente; dissolve come ghiaccio miseria e potenza.

Secondo il concetto medievale la fortuna gira come una ruota, si alternano giorni gioiosi a giorni terribili, ma tutto ritorna, in una giostra implacabile di ore e di stagioni.
Una cantata scenica che alterna il sole della primavera, il verde dei prati, i mille colori della natura, al nero del dolore e della morte, all’ angoscia di vivere affogati in una taverna, dove tutti sono uguali, accumunati da una medesima sorte .
Questo meraviglioso affresco musicale di poesia medievale è stato proposto dalla Corale Polifonica Città di Anzio, sabato 16 luglio, sponsorizzato dal Comune di Anzio, e in collaborazione con l’ assosiazione Musicale Castelli Romani, il cui presidente è Eugenio Ferrario, nella splendida cornice del teatro all’ aperto di Villa Adele.

Malgrado la scarsa notorietà della versione integrale dell’opera, della quale forse il brano più conosciuto è il celeberrimo “O Fortuna” che apre e chiude il ciclo, in quanto scelto spesso in ambito cinematografico come colonna sonora di situazioni apocalittiche o potentemente drammatiche, Il pubblico è stato numeroso ed entusiasta.

La rappresentazione integrale dell’opera ha richiesto un numero imponente di voci e di strumenti: sul palco erano presenti 5 cori di adulti ( la Corale Polifonica Città di Anzio, il Coro Ottava Nota, il Coro Giovanile Diapason, il Coro Vocaliter, il Coro L.A.Sabbatini) e 2 cori di voci bianche (Coro Voci Bianche I.C.Don Milani, Coro Voci Bianche Amici in Musica Anzio III), il Soprano Keiko Morikawa, il Baritono Massimo Di Stefano, il Contro-Tenore Antonello  Dorigo, oltre ad ottoni, legni e percussioni con Tommaso Capuano, Simone Butta, Marco Toti, Gianmarco De Angelis e 2 pianisti: Massimo Salvatore e Paola Selci.

Direttore e concertatore il M° Fabio D Angelis, coadiuvato dal M° David Masci per la preparazione della Corale di Anzio nel corso delle numerose ed impegnative prove .

I testi erano quelli originali, ritrovati nella “Bura” ( monastero ) di S.Benedetto in Alta Baviera nel 1803, la musica fu composta dal musicista tedesco Carl Orrf nel 1937, affascinato dalla poeticità dei Carmina.Ne completò 24 brani, riunendo testi in tardo latino, alto tedesco e provenzale.

Una sfida per l’autore che ne fece un’opera unica nel suo genere, di grande fascino ed impatto emotivo, in un’alternanza di suoni e di colori paragonabili ad uno dei grandi affreschi o vetrate di una cattedrale gotica.

 

Un vero grande evento per la Città di Anzio, un grande successo per la corale anziate, in gran parte dovuto alla mente creativa ed alla ferrea determinazione della sua presidente Tina Bellobono che, superando mille difficoltà, ha dato spessore artistico e culturale a questa corale, ma ha anche regalato alla città una occasione artistica di grande valore.