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L’associazione Stella del mare esclusa dalla processione

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E’ polemica tra l’associazione Stella del Mare di Nettuno e il parroco di San Giovanni padre Francesco Angelucci. Tutto a causa della decisione presa da quest’ultimo di escludere dal corteo che accompagna Nostra Signora delle Grazie l’associazione Stella del Mare che pure, la scorsa settimana, aveva organizzato con grande successo la rievocazione storica del Miracoloso Approdo della statua Nostra Signora delle Grazie sulla spiaggia di Nettuno.

Di seguito pubblichiamo la lettera aperta che il presidente dell’associazione Gianfranco Rabini ha inviato a padre Francesco.

Reverendo Padre,

con profonda amarezza Le scrivo questa lettera, volutamente su questo giornale perchè voglio che la città venga a conoscenza di un gesto inqualificabile e non comprensibile ai più, da lei compiuto nei confronti della Associazione La Stella del Mare: il divieto da lei espresso nei nostri confronti di partecipare, quale gruppo associativo, alla processione della Madonna delle Grazie di sabato scorso. Le motivazioni da lei addotte, quali quelle che “siamo una Associazione laica e non religiosa”, che ci vuole “la presentazione di una richiesta di partecipazione se non addirittura una approvazione del vescovo”, che “Lei è il responsabile della svolgimento della processione” sono delle evidenti assurdità che nell’anno 2016 non hanno più diritto di cittadinanza e che non trovano comprensione da parte delle persone di buon senso ed in buona fede. Non è vero che in processione vanno esclusivamente le associazione religiose: il gruppo di danza della Gemy Scool che legittimamente apriva la processione ne è la prova; non è vero che La Stella del Mare non può andare in processione con il suo stendardo: ci siamo sempre andati accompagnando gli ospiti di Ipswich che quest’anno hanno scelto di non venire; non ci risulta che gli amici inglesi abbiano mai fatto domanda di partecipazione nè che siano stati mai da Lei preposti a farci da badante. In seguito al Suo divieto, noi non siano andati in processione perchè siamo persone rispettose delle regole e della legalità, visto che Lei, come afferma, è il responsabile della processione. Rimane comunque una ferita aperta, incolmabile ed una profonda amarezza per il Suo inqualificabile comportamento ma, essendo questo l’anno della Misericordia, La perdoniamo e chiediamo a Dio di perdonarLa.

Noi siamo una Associazione culturale, laica, che ha come scopo di riscoprire e rivalutare la storia, i costumi, le tradizioni nettunesi. Siamo fieri del nostro operato ed anche quest’anno abbiamo dato prova, con l’evento dell’Approdo, della nostra capacità ideativa ed organizzativa. Non siano e non vogliamo essere soggetti alla Sua vigilanza ed al Suo controllo, come vorrebbe, e che Le assicuro non avverrà mai.

Una ultima precisazione. Essendo Lei responsabile della processione, posso dirle da buon vecchio nettunese che lo stato di mancata religiosità, scompostezza e disordine assoluto che oggi caratterizzano la processione non è più tollerabile; manca la partecipazione, la meditazione, la preghiera, i canti, cose tutte che facevano della nostra processione una delle più belle e qualificate della Regione e che grazie a Lei si trova in questo stato comatoso e di estremo disordine, quasi da sagra paesana. Questo non glielo consento e con me non glielo consente la totalità dei nettunesi benpensanti e Le chiedo la costituzione di un Comitato ad hoc per ritornare alle sane ed antiche tradizioni, togliendo quelle orribili trombe di filodiffusione lungo il percorso della processione che impediscono qualunque momento di meditazione, di preghiera, di raccoglimento, di riflessione e di canto. A noi, nostalgici delle tradizioni, piace ancora ascoltare il canto delle cosiddette “madonnare”, il suono della banda musicale, la melodia delle campane, i canti e le preghiere dei bimbi e dei partecipanti.

Questa lettera non vuole costituire spunto di polemica ma vuole essere un contributo di verità e di onestà intellettuale.

                                    LA STELLA DEL MARE

                                      Il presidente

                                 dott.Gianfranco Rabini