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Porto: Splash down, bando europeo e assunzioni. Gli impegni della Capo d’Anzio

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Ieri mattina il sopralluogo al manufatto da demolire, lunedì l’avvio dell’iter per il bando europeo e l’apertura al dialogo anche per il caso dei due custodi che sono stati licenziati dalle coop degli ormeggiatori. Mauro: “Faremo il possibile, ma nel rispetto della trasparenza e delle norme di settore” 

Si è svolto ieri mattina al molo Pamphili il sopralluogo dell’Agenzia del demanio e dei vertici della Capo d’Anzio per la valutazione del futuro dello scheletro dello Splash down che, a breve, dovrebbe essere demolito. Forse, come ha annunciato il consigliere del Cda Antonio Bufalari, anche prima dell’avvio dei lavori di riqualificazione del bacino portuale. Lunedì prossimo, invece, dopo la riconsegna delle aree in concessione alla partecipata, è attesa l’approvazione del crono-programma per la pubblicazione del bando europeo. Sarebbe tutto perfetto se non fosse per il recente caso scoppiato sui due custodi, in forza alle cooperative degli ormeggiatori, che in questi giorni si sono visti recapitare una bella lettera di licenziamento. Per loro, a quanto pare, non c’è posto nel service che dal 1 maggio si occuperà della gestione dei posti barca in collaborazione con la società incaricata di realizzare il nuovo porto. Il primo a scagliarsi contro i licenziamenti è stato Marco Maranesi, consigliere comunale di opposizione: “Sono padri di famiglia, ai quali questa città non deve voltare le spalle. In fase di trattativa potevano essere tutelati tutti i posti di lavoro. Invito il Presidente della Capo d’Anzio, ad invertire la rotta su questa vicenda e a convocare il prima possibile un nuovo tavolo di concertazione con le cooperative affinché vengano trovati i giusti equilibri per risolvere la grave problematiche di queste persone“.

A replicare prontamente dopo il vespaio di polemiche di questi ultimi due giorni è proprio l’avvocato Ciro Alessio Mauro: “Stiamo valutando come poter salvaguardare i livelli occupazionali, ma siamo impegnati prima di tutto nella tutela della collettività e di coloro che hanno partecipato al concorso pubblico. Solo di recente siamo venuti a conoscenza delle posizioni dei due custodi che abbiamo già incontrato – spiega il presidente della società – Non c’è alcun pregiudizio nei loro confronti, abbiamo però spiegato che non ci può essere una dilatazione occupazionale e che la società non sarà un contenitore di assunzioni random che, ovviamente, andranno fatte secondo le norme di settore e nel rispetto della trasparenza e della legittimità“. L’approfondimento su Il Granchio in uscita sabato

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